
Parodontite: devo togliere tutti i denti e mettere gli impianti?
Perché la soluzione più veloce è quasi sempre quella che ti costa di più, e non solo in denaro
Sei uscito dallo studio con una diagnosi e una frase che ti gira ancora in testa: hai la parodontite, questi denti prima o poi li perderai.
Poi ti hanno rassicurato. Non ti preoccupare, oggi si sostituiscono. Si mettono gli impianti e torni come nuovo.
E tu sei rimasto lì, in mezzo a due sensazioni opposte. Da un lato lo spavento. Dall'altro il sollievo di sapere che una soluzione esiste.
"Ma allora tanto vale togliere tutto subito e finirla qui?"
È il pensiero più naturale del mondo. Ed è anche il più pericoloso. Prima di arrivarci, però, c'è una cosa che devi sapere.
È vero che la parodontite, lasciata correre, porta a perdere i denti. Funziona così: consuma lentamente l'osso e la gengiva che tengono su i denti. Silenziosamente. Senza dolore. Finché un giorno il dente si muove.
Ma è altrettanto vero che oggi esistono conoscenze, strumenti e tecnologie che permettono di salvaguardare i tuoi denti molto più di quanto si potesse fare vent'anni fa.
E questo cosa significa, in concreto?
Significa che se per un momento mettiamo da parte l'estetica e ragioniamo solo sulla funzione — cioè sul fatto che tu debba masticare — nella grande maggioranza dei casi non c'è nessuna necessità di toglierti i denti.
Un dente con meno osso intorno non è un dente condannato. È un dente che ha bisogno di essere controllato meglio.
Sono due cose molto diverse, e su questa differenza si gioca tutto il tuo futuro.
"E allora perché il mio dentista mi ha detto che li perderò?"
Probabilmente perché aveva ragione. Ma a una condizione precisa: se vai avanti così.
Se continui a fumare. Se continui a lavarti i denti trenta secondi. Se continui a non farti vedere per anni. In quel caso quella previsione si avvera, ed è una previsione onesta.
Il punto è che quella frase descriveva una traiettoria, non un destino. E le traiettorie si cambiano.
Tenere i tuoi denti si può. Ma non è gratis, e non parlo di soldi. Parlo di impegno. Metà è mio, metà è tuo.
La mia metà sono i controlli.
Se prima facevi una pulizia all'anno, con una parodontite non basta più. Si passa a ogni tre mesi, o ogni quattro, o ogni sei, in base a quanto la tua situazione è stabile.
"Ogni tre mesi? Non è che state esagerando?"
No. E c'è un motivo biologico preciso.
I batteri responsabili della parodontite, dopo una pulizia profonda, impiegano circa tre mesi a riorganizzarsi in una colonia capace di fare danno sotto la gengiva. Se ti rivedo prima che quella colonia sia matura, la rimuovo e la malattia riparte da zero.
Se ti rivedo dopo un anno, le ho lasciato tre stagioni di vantaggio.
Non è una regola commerciale. È il tempo della malattia.
La tua metà, invece, succede a casa. Tutti i giorni. E qui devo essere onesto con te.
Se fino a oggi la tua routine era spazzolino veloce e via, il risultato lo hai sotto gli occhi. Quella routine, alla lunga, non ti ha protetto.
Quindi va cambiata. E non basta lo spazzolino.
Lo spazzolino, anche usato bene, pulisce circa il sessanta per cento della superficie dei tuoi denti. Il quaranta per cento restante è quello che sta tra un dente e l'altro. Ed è esattamente lì che la parodontite lavora indisturbata.
Nel tuo caso c'è anche un motivo in più. Avendo perso un po' di struttura di supporto, tra i tuoi denti si sono aperti degli spazi.
In quegli spazi il filo interdentale passa e basta, tocca poca superficie. Serve lo scovolino, cioè quel piccolo spazzolino cilindrico della misura giusta per te. È la differenza tra passare uno straccio in un corridoio e pulirlo davvero.
Sono queste due cose insieme — le nostre conoscenze da una parte, il tuo impegno quotidiano dall'altra — a salvare i tuoi denti. Non una soltanto.
Adesso parliamo dell'altra strada. Quella che sembra più semplice.
"Non sarebbe più comodo togliere tutto e risolvere in una volta sola?"
Sarebbe più comodo. Anche per me, sinceramente.
Si tolgono tutti i denti, si mettono quattro impianti sopra e quattro sotto, due arcate fisse, e in un colpo solo torni a masticare con dei denti bellissimi. Funziona davvero. E per un po' di tempo la gente ti fa i complimenti.
Ma c'è un rovescio della medaglia che devi conoscere prima di decidere, non dopo.
Il primo è il costo. Due arcate definitive in ceramica su otto impianti, in Italia, si collocano nell'ordine dei ventimila-trentacinquemila euro. Non è una spesa che si affronta a cuor leggero.
Il secondo è che gli impianti non cambiano le regole del gioco.
Puoi anche spendere trentacinquemila euro: non esiste santo in paradiso che ti mantenga quel lavoro se continui a fumare e a non pulire. La parte difficile della faccenda — l'abitudine, la costanza — l'impianto non te la risolve. Te la sposta.
E poi c'è la terza cosa. La più importante.
Togliendo i denti tu non togli la parodontite.
La parodontite è una malattia dei tessuti attorno ai denti. Attorno agli impianti esiste esattamente la stessa cosa, e si chiama perimplantite. Stessi batteri, stesso meccanismo, stessa perdita di osso di sostegno.
Con due differenze che pesano moltissimo.
La prima: chi ha avuto la parodontite ha un rischio più che raddoppiato di sviluppare la perimplantite. Non è sfortuna, è il tuo terreno biologico.
La seconda, ancora più seria: la perimplantite si cura molto peggio. Su un dente naturale abbiamo terapie collaudate e prevedibili. Su un impianto siamo molto meno padroni della situazione.
Quindi il quadro reale è questo. Togli tutto, metti ottimi impianti, e per qualche anno vivi benissimo. Poi, a distanza di dieci o quindici anni, rischi di ritrovarti davanti allo stesso identico problema. Ma stavolta su un terreno dove abbiamo meno armi per aiutarti.
E qui c'è un conto che quasi nessuno ti fa fare.
Sempre più spesso questa scelta la fanno persone giovani. Quarant'anni, cinquant'anni.
Se a cinquanta ti rifai tutta la bocca, a sessantacinque potresti doverci rimettere mano. E a sessantacinque anni sei ancora una persona giovane, con davanti vent'anni buoni.
Solo che quella volta lì l'osso sarà meno, il caso sarà più complesso e le opzioni saranno meno.
Ecco perché quello che sembra il gesto risolutivo può essere, nel lungo periodo, quello che ti lascia con meno possibilità.
Quello che voglio lasciarti è un pensiero semplice.
L'implantologia è una disciplina straordinaria e la pratico tutti i giorni. È la scelta giusta quando i denti non ci sono più, o quando oggettivamente non riescono più a farti masticare.
Non è una scorciatoia per evitare di affrontare una malattia.
La strategia più intelligente per te è tenerti i tuoi denti il più a lungo possibile, con controlli ravvicinati e un'igiene domiciliare fatta come si deve, e ricorrere agli impianti quando servono veramente.
Ogni anno che guadagni con i tuoi denti naturali è un anno che non stai consumando della soluzione successiva.
Se hai avuto una diagnosi di parodontite, o se ti hanno proposto di togliere tutto, prima di decidere vieni a parlarne.
La prima visita nel nostro studio è gratuita. Guardiamo insieme le tue radiografie e ti dico con onestà cosa si può salvare, cosa no e quanto tempo abbiamo davanti.
La decisione resta tua. Ma va presa sapendo tutto.



