I dentifrici desensibilizzanti funzionano davvero o non servono a nulla?

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I dentifrici desensibilizzanti funzionano davvero o non servono a nulla?

I dentifrici desensibilizzanti funzionano davvero o sono solo marketing?

Capita spesso.

Bevi un sorso d’acqua fredda.
Oppure mangi qualcosa di caldo.
E quel dente “ti spara”.

Dentro passa subito questo pensiero:

“Ma possibile che mi faccia ancora male anche se uso il dentifricio giusto?”

E subito dopo un altro:

“Allora questi dentifrici non servono a niente…”

La verità è un po’ diversa.
E conviene chiarirla bene.

Perché i dentifrici desensibilizzanti a volte sembrano non funzionare

C’è una cosa importante da sapere.

I dentifrici desensibilizzanti funzionano molto bene in circa il 50% dei casi.
Ma solo se vengono usati nel modo corretto.

Ed è qui che quasi tutti fanno lo stesso errore.

Dopo aver lavato i denti con un dentifricio desensibilizzante, per esempio Sensodyne, Helmex o prodotti simili, sciacquano abbondantemente con l’acqua.

È un gesto automatico.
Normale.
Ma sbagliato.

Così il principio attivo viene lavato via subito.

È un po’ come mettersi il profumo…
e poi rifarsi la doccia.

Il dentifricio desensibilizzante deve restare sul dente, non sparire nel lavandino.

Per questo motivo moltissime persone dicono che “non funziona”, quando in realtà non ha avuto il tempo di agire.

“E se lo uso bene ma il dolore non passa?”

Ed ecco il pensiero successivo:

“Ok, ma se lo uso come dici e fa ancora male?”

In quel caso non significa che non ci sia soluzione.
Anzi.

Quando il dentifricio, anche usato correttamente per alcune settimane, non è sufficiente, nella maggior parte dei casi si risolve tutto con un trattamento laser.

Il laser agisce in modo molto semplice da spiegare.

La sensibilità nasce perché la superficie del dente ha dei micro-canali scoperti.
Il laser li “sigilla”, li cristallizza.

Risultato:
lo stimolo non arriva più al nervo.

Il tutto richiede pochi minuti.
Spesso il sollievo è immediato.

“Devo arrivare per forza a devitalizzare il dente?”

Questa è la paura più comune.

“E se l’unica soluzione fosse devitalizzarlo?”

No.
Quasi mai.

La devitalizzazione è l’ultima strada, ed è necessaria solo in casi rari e ben specifici.
Per esempio quando ci sono otturazioni molto profonde o problemi diversi dalla semplice sensibilità.

Nella stragrande maggioranza delle situazioni non serve arrivare a tanto.

Il principio guida da seguire

La cosa più sensata da fare è questa.

Prima fase.
Usare un dentifricio desensibilizzante intensivo, per almeno un mese, senza risciacquare con acqua dopo lo spazzolamento.

Seconda fase.
Se la sensibilità persiste, parlarne con il dentista e valutare il trattamento laser.

Terza fase.
Solo se anche questo non basta, si prende in considerazione la devitalizzazione.

Il messaggio importante è uno solo.

La sensibilità dentale si può risolvere.
Quasi sempre in modo semplice.
E molto spesso senza dolore.

L’importante è seguire il percorso giusto, passo dopo passo, senza saltare subito alle conclusioni.