Parodontite: cos’è, perché si forma e cosa significa avere una tasca gengivale

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Parodontite: cos’è, perché si forma e cosa significa avere una tasca gengivale

Parodontite: cos’è davvero e perché il dentista ti parla di “tasche”

Perché si forma e cosa succede sotto la gengiva

Capita spesso.

Una visita di controllo.
Una radiografia.
Poi quella frase che resta in testa.

“Mi hanno detto che ho la parodontite… ma cosa vuol dire davvero?”

Magari hai sentito parlare di tasche nella gengiva.
Di batteri nascosti.
Di osso che si consuma.

“Ma quindi… che cos’è, concretamente, questa parodontite?”

Partiamo dall’inizio.
Con calma.

Nel cavo orale, le due malattie più frequenti in assoluto sono la carie e la gengivite-parodontite.
Qui non parliamo di carie.
Parliamo dell’altra grande protagonista.

La parodontite è un’infiammazione cronica.
Succede lentamente.
Spesso senza dolore.

E riguarda tutte le strutture che tengono il dente ben saldo.

Non solo la gengiva.

Sotto la gengiva c’è il legamento parodontale.
È come un sistema di ammortizzatori che collega il dente all’osso.
E sotto ancora c’è l’osso vero e proprio.

Tre elementi.
Gengiva.
Legamento parodontale.
Osso.

Quando in una zona non si riesce a pulire bene, i batteri si accumulano.
Soprattutto sotto il margine gengivale.

A quel punto il corpo fa una cosa intelligente.
Riconosce i batteri come un pericolo.
E attiva una risposta infiammatoria per difendersi.

Il problema è che questa risposta, nel tempo,
non distrugge solo i batteri.
Distrugge anche le strutture di supporto del dente.

Prima si infiamma la gengiva.
Poi si perde il legamento parodontale.
Infine si riassorbe l’osso.

Ed è così che nasce la tasca parodontale.

“Quindi la tasca non è un buco che nasce da solo?”

No.
È lo spazio che si crea perché gengiva e osso si sono ritirati.

All’inizio si parla di gengivite.
L’infiammazione è superficiale.
Ed è reversibile.

Se però il processo va avanti, la perdita di supporto diventa più importante.
E lì parliamo di parodontite vera e propria.

Nei casi più avanzati, il dente può diventare instabile.
E a volte non più recuperabile.

“C’è da preoccuparsi?”

No, se si interviene per tempo.
Sì, se il problema viene ignorato.

La buona notizia è che una soluzione esiste.
Ed è più semplice di quanto sembri.

A casa servono tre strumenti fondamentali.
Spazzolino.
Filo interdentale.
Scovolino.

Lo scovolino è spesso quello che fa davvero la differenza.
Perché molte tasche non si puliscono con lo spazzolino da solo.

E poi c’è lo studio dentistico.
Perché, diciamolo chiaramente,
sono pochissime le persone che riescono a pulire tutto in modo perfetto da sole.

La pulizia professionale serve proprio a questo.
Rimuovere i batteri dove a casa non si arriva.
E intercettare il problema prima che diventi serio.

Un controllo ogni 6 o 12 mesi fa la differenza.
Non solo per “fare una pulizia”.
Ma per mantenere sani i denti nel tempo.

Il concetto chiave è uno solo.
La parodontite non nasce all’improvviso.
E quasi sempre si può fermare.

Serve costanza.
Serve prevenzione.
Serve qualcuno che ti insegni come pulire davvero.

Quando questo succede,
le tasche non avanzano.
I denti restano stabili.
E la parodontite smette di essere una minaccia.

Se sospetti di avere gengive infiammate, sanguinamento, alito cattivo persistente o ti è già stato detto che hai delle tasche gengivali, non rimandare.

Una visita di controllo mirata e una pulizia professionale eseguita correttamente possono fare la differenza tra mantenere i tuoi denti sani o perdere progressivamente il loro supporto.

Prenota un controllo.
Chiarisci la tua situazione.
Intervenire per tempo è il modo più semplice per fermare la parodontite e proteggere il tuo sorriso nel lungo periodo.